Mi sveglio tutte le mattine alle 5.45. Anche oggi di domenica la sveglia è tarata per quell'ora. Non cambia la mia vita vedere che all'inizio del giorno c'è ancora oscurità. Mi piace la mattina e vivrei solo di mattina. Affronto questa ennesima trasferta, questa volta a San Sperate, però con una certa amarezza mista a un po' di mestizia. La sera prima si è svolta una riunione ad Oristano e, come avevo immaginato, sono stato tirato in ballo pur essendo assente. Tirato in ballo perché scrivo, perché mi piace scrivere, perché a 44 anni ho ancora il piacere di fare qualcosa che tra non molto sarà dimenticato, perché non ho timore di scrivere e raccontare ciò che penso. Non a tutti piace che qualcuno possa fare delle riflessioni, non tutti amano le considerazioni altrui, elucubrare sembra essere roba per provocatori, per sovversivi, per soggetti che agitano acque che devono stare perennemente calme. O almeno mi sono convinto che le ragioni siano queste. Ogni tentativo di dare un aiuto, di presentare un progetto, di offrire un consiglio che noi pensiamo possa significare un arricchimento viene preso come una critica ingiuriosa. Criticare è visto come un giudizio che sottintende qualcosa come un parere negativo, una sorta di stroncatura e mai come qualcosa che può invece aiutare a migliorare, che può dare luce a qualcosa che è oscuro, che può offrire spunti per nuove riflessioni, una critica appunto che può essere e deve essere costruttiva ed edificante per il movimento. Ma questo avviene solo se c'è apertura, se c'è recettività, se c'è la disponibilità e la sensibilità al dialogo e soprattutto se si riconosce che il nostro movimento, quello master, oramai non può più essere visto come un appendice della federazione. Il nostro movimento finanzia tutto il resto mi pare ovvio che non possa più essere considerato il figlio mai voluto che però porta i denari a casa. Da qui si deve partire per comprendere le posizioni che i protagonisti hanno. Non si può sempre essere contrapposti e non si può eternamente tirare in ballo storie vecchie come Matusalemme, che tra l'altro hanno avuto risvolti assolutamente opposti a ciò che si è convinti, citando persone che non hanno la possibilità di difendersi. Mi sembra di avere a che fare una volta di più con un muro di gomma, che fa rimbalzare tutto e non assorbe niente. Ed è un peccato questo perché siamo persone ragionevoli, buone e generose. Le rivendicazioni del mondo master infastidiscono? Il mondo master rompe le scatole? Perché allora non privare le competizioni di questo mondo. Cosa accadrebbe? E' facile da prevedere. Gare con 10 atleti ed un atletica sempre più povera di quel un mondo fatto di volontariato che aiuta però a tenere su quel poco che rimane di quella che è considerata l'atletica dei risultati e dei protagonisti veri e seri. I nostri limiti li mostriamo e li conosciamo. Ma non abbiamo paura di metterli in mostra. Il nostro messaggio è forte ma purtroppo non è coeso. San Sperate. Terza tappa del Campionato di Cross. Il posto lo conosciamo. Ho corso lì già due anni. Il percorso è ogni anno più lungo e a livello psicologico questo è meglio. Troppi giri mandano in tilt le gambe e la testa. La società locale è ben organizzata. Li conosciamo, sono fortissimi e hanno svolto un lavoro ottimo nel tracciato e nella logistica. E' gente che lavora ed ha preparato un tracciato al top. Sicuramente chi è veloce qua va meglio, il terreno pur pesante invita a spingere e non ci sono cambi di ritmo particolari. Ma è bello, pesantuccio e poi correre è sempre correre. Sto preparando una Maratona a metà Marzo e durante il corso della settimana si carica. Ma sono positivo e mi sento bene. Sento le gambe leggere, forti e so che non tradiranno. La partenza è bellissima per una volta si parte tutti insieme e siamo davvero una marea. Primo giro veloce ma sempre controllato, siamo intruppati e i valori ancora non emergono. Poi si cambia ritmo e inizio ad avvertire sensazioni davvero positive dentro. Mi sembra di correre con un angelo custode che mi sprona a dare di più. Ed è così perché sono attaccato ad atleti che solitamente mi castigano senza pietà. Ultimo giro in piena spinta, parte nel frutteto in leggera progressione poi si esce e si entra per l'ultima volta nel boschetto ed è lì che mi accorgo che posso dare qualcosa di più. Giungo a soli 5 secondi dall'amico Antonello Vargiu che mi riempie di complimenti. Defatichiamo assieme e ci facciamo una bella chiacchierata prima a 180 gradi e poi decidiamo di arrivare fino a 360. Ho enorme piacere per il mio allievo Giuseppe che è diventato una furia della natura. E ieri ha corso 34km di lungo. Scambio altre quattro chiacchiere con molte altre persone che giudicano positivamente i nostri interventi che però preferiscono non esporsi troppo. Non ne comprendo i motivi perché una voce sola si perde nel deserto senza lasciare traccia, tante voci all'unisono hanno forza e aprono quelle porte che qualcuno vorrebbe sempre chiuse. La giornata prosegue con altre gare. Il cross corto è forse quello che entusiasma di più mentre nel lungo la situazione pare drammatica. Le donne non ci sono e il movimento sembra una candela che sta per esaurirsi definitivamente. Partiamo da qui. Tra qualche anno chi correrà in queste categorie? Sono io che vedo nero o qualcuno non vuole proprio vedere ciò che è palese a tutti. Mah, giungono alle mie orecchie cose incredibili. E non riesco proprio a capire quale strada sia giusto seguire. Vorrei scrivere altro ma mi pare sia abbastanza.....un ringraziamento particolare va al mio Presidente che ha avuto il coraggio di mostrarsi per quello che è nonostante le avversità. Persona seria che ascolta e che crede che le cose si possono sempre migliorare. Ad averne tanti come lui...capaci di sentire e soprattutto ascoltare. Adesso mi corico....non prima di aver preso l'ultimo numero di Tex....a quanto bisogno ci sarebbe di due tipi come Tex e Carson nel nostro mondo:-)
Cross San Sperate - Bene con un pò di amarezza
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