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Luci e Ombre sui Giochi delle Isole 2013

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Quando sento parlare di giochi delle isole, provo sentimenti contrastanti: da un lato sollievo, vuol dire che maggio è vicino e ancor più l'estate; dall'altro, un poco di noia per le solite polemiche sui convocati. Parlo di noia perché trovo stucchevole polemizzare sull'Atletica: l'Atletica è fatta di numeri che derivano da tempi e misure quantificabili.

Venendo da studi aziendali, ho la deformazione professionale di applicare quanto studiato alle strutture con cui mi capita di relazionarmi. Nella mia ottica, atleti, tecnici e dirigenti di società sono clienti da soddisfare da parte dell'impresa federazione. Come? Cercando di venire loro incontro, cercando di metterli nella miglior condizione possibile per poter esprimere il loro potenziale, comunicando con chiarezza e trasparenza e, soprattutto, cercando di evitare ogni minima occasione di scontro, che è dannosa in primis per l'organizzazione. Questa mia ottica non è altro che una riassunta elaborazione dei concetti base di gestione di un'impresa.

Vengo alle convocazioni per i giochi delle isole. Leggere sui quotidiani regionali delle polemiche che sono nate mi ha lasciato perplesso perché si è riusciti, quest'anno forse come mai prima, a sollevare un polverone su una manifestazione con contenuti tecnici meno che mediocri. Parlo da semplice appassionato di Atletica: non sono dirigente, non sono tecnico, non sono atleta, ma un amatore tesserato agonista, come tanti altri.

Dobbiamo dirci la verità: i giochi delle isole sono una manifestazione per Allievi (e Cadetti 2° anno) con minimi per Cadetti: basta raffrontare i minimi per i giochi delle isole e quelli per i Campionati Italiani Allievi (Allegato 1) per vedere la differenza di valore.

Il livello tecnico quest'anno è stato il più basso degli ultimi anni, la partecipazione è stata così bassa che ha impedito di consegnare tutte le medaglie perché in alcune discipline hanno gareggiato 1-2 atleti: basta guardare i risultati completi delle gare (Allegato 2).

Se si vuol fare una battaglia, a mio avviso, la si deve fare per la rappresentativa Cadetti: ai Campionati Italiani Cadetti per Regioni non ci sono minimi per gli atleti in rappresentativa ed è un'ottima occasione per far partire e far accumulare esperienza a quegli atleti che non sono in possesso dei minimi per i Campionati Italiani Cadetti Individuali.

E, parlando di vil denaro, mandare tutti gli atleti ai Campionati Cadetti è economicamente non eccessivamente oneroso perché:

  1. da Regolamento Fidal vitto e alloggio sono a carico dell'organizzazione;
  2. l'unica spesa è per il viaggio, anche ipotizzando (per eccesso) 300,00 € di biglietto aereo per 30 atleti si arriva alla modesta cifra di 9.000,00 €;
  3. Fidalsardegna ha un'ottima gestione reddituale, come dimostra l'utile 2012 di 16.599,40 €;
  4. i giochi delle Isole costano alla Regione Sardegna svariate decine di migliaia di euro.

Ad abundantiam, a questi giochi hanno partecipato solo 11 isole (Cipro 835.000 abitanti; Corfù 92.000 abitanti; Corsica 260.000 abitanti; Elba 30.000 abitanti; Jersey 89.000 abitanti; Korcula 18.000 abitanti; Malta 401.000 abitanti; Martinica 400.000 abitanti; Sardegna 1.700.000 abitanti; Sicilia 5.160.000 abitanti; Wight 138.000 abitanti), che assommano 9.123.000 abitanti complessivi, di cui 6.760.000 sardi e siciliani.

La butto lì: ma perché non rinunciare ai giochi e organizzare una bella manifestazione annuale tra Sardegna e Sicilia? Così la collettività risparmierebbe tanti soldi e il contenuto tecnico della manifestazione non se ne avrebbe a male.

Queste sono ovviamente considerazioni di natura personale e da cittadino che paga le tasse. La polemica sulle convocazioni. A mio avviso è utile fare una breve cronistoria riepilogativa basata sui documenti pubblicati su Fidalsardegna.

Domenica 3 marzo 2013 Si svolge a Cagliari il primo raduno dalle ore 9:30 alle ore 12:30, sono convocati 114 atleti (Allegato 3). Il raduno è in concomitanza di una prova del Grand Prix Regionale che vede impegnati tra gli altri i Cadetti, i tecnici e i dirigenti delle società partecipanti.

Sabato 16 marzo 2013 Si svolge a Cagliari il Consiglio Regionale di Fidalsardegna. Prende la parola il Fiduciario Tecnico Regionale Pompilio Bargone "precisa che sono già in programma nuovi corsi per tecnici e parla del successo in termini di presenza e partecipazione ottenuto nei raduni per tutte le specialità, eseguiti da tutti i migliori talenti regionali ma, comunica che il settore tecnico ha deciso all’unanimità di non convocare più, per le rappresentative interregionali e i giochi delle isole, gli atleti che senza un giustificato motivo si assentano dalle convocazioni dei raduni regionali". Interviene il Presidente Fidalsardegna Sergio Lai "a questo proposito spiega che esistono ancora alcuni malumori legati alle elezioni del consiglio regionale attuale e che alcuni tecnici non mandano i loro atleti ai raduni dichiarando che non si sentono rappresentati da questo direttivo". Il verbale del Consiglio Regionale (Allegato 4) è pubblicato il 10 maggio 2013: deve essere infatti approvato nella riunione successiva, che si tiene il 9 maggio 2013.

Lunedì 25 marzo 2013 Viene pubblicata la circolare di convocazione del secondo raduno regionale su Fidalsardegna.it (Allegato 5) per il giorno venerdì 29 marzo 2013, che si terrà a Cagliari dalle ore 15:30 alle ore 17:30. I convocati sono 83. Nella circolare di convocazione non si fa riferimento alla decisione presa di non convocare in rappresentativa gli atleti che saranno assenti ingiustificati ai raduni regionali.

Venerdì 10 maggio 2013 Viene pubblicato il verbale del Consiglio Regionale Fidalsardegna del 16 marzo 2013 e si apprende che l'assenza non giustificata ai raduni regionali implica la non convocazione degli atleti in rappresentativa.

Sabato 11 maggio 2013 Viene pubblicata la circolare di convocazione ai giochi delle Isole su Fidalsardegna (Allegato 6).

Questi sono i dati di fatto, visti attraverso la consultazione del sito Fidalsardegna.it. Ci sono alcune cose evidenti:

  1. la decisione di non convocare gli assenti non giustificati ai raduni regionali è avvenuta il 16 marzo, dopo il 1° raduno del 3 marzo, quindi per correttezza si sarebbe dovuta applicare a decorrere dal raduno successivo;
  2. è mancata la comunicazione tramite il sito istituzionale della decisione presa prima dello svolgimento del 2° raduno;
  3. ufficialmente, la decisione è stata comunicata il 10 maggio 2013 dal sito istituzionale.

Entro nel merito della decisione, che ha a mio avviso natura disciplinare e formativa, non tecnica. Una scelta simile a mio avviso dovrebbe essere presa soltanto dalla parte dirigenziale e non da quella tecnica: i dirigenti possono prendere una simile decisione per tutelare il lavoro e la professionalità della struttura tecnica e dei suoi componenti.

Rimango sorpreso dal fatto che a proporre questa decisione sia la struttura tecnica. Mi pare evidente che la decisione sia frutto delle assenze ai raduni.

Io mi porrei questo problema: perché gli atleti non partecipano ai raduni? Aldilà dei fattori logistici (raduni a Cagliari; 1° raduno in concomitanza di gare riguardanti la categoria più rappresentata nelle convocazioni, i cadetti; 2° raduno alle 15:30 di un giorno lavorativo) ci sono fattori tecnici? Ci sono troppi convocati in un lasso di tempo ridotto (1° raduno 114 atleti e 3 ore di raduno; 2° raduno 83 atleti e 2 ore di raduno)? Cosa imparano gli atleti in questi raduni? Io cercherei di dare delle risposte a queste domande.

Personalmente ritengo che i raduni possano essere utili ma non debbano essere vincolanti, specie in uno sport individuale come l'Atletica. Posso capire il vincolo per i componenti di una staffetta: c'è la necessità di affiatamento per i cambi. Se guardiamo i raduni nazionali assoluti e di categoria vediamo che la loro durata va da 2-3 giorni a qualche settimana: in questo caso c'è il tempo di lavorare e perfezionare dettagli tecnici.

Ho scritto che questa decisione ha natura disciplinare e formativa. La disciplina, specie per i più giovani, è importante e va insegnata, non c'è dubbio. Tuttavia, il messaggio più importante dello Sport è la supremazia del merito su tutto, anche sulla disciplina che è accessoria.

Mi viene in mente un parallelo calcistico, che essendo uno sport di squadra dovrebbe dare un peso maggiore alla disciplina per non avere rivolte nello spogliatoio. Le divergenze di vedute tra Sacchi e Van Basten e Gullit sono note: i giocatori consideravano gli allenamenti e i ritiri troppo restrittivi. Non mi risulta che Sacchi mandasse Van Basten e Gullit in tribuna. Mi risulta invece che quando gli scontri dialettici superarono il limite consentito, Van Basten andò dal Presidente Berlusconi e mise l'aut-aut: o Sacchi, o io. Sacchi traslocò sulla panchina della Nazionale Italiana. Occorre sempre ricordare che i tecnici (anche geniali come Sacchi) sono importanti, però lo Sport lo fanno gli atleti.

Nella polemica che si è letta si è parlato soprattutto dell'esclusione degli assenti dai raduni. Fortunatamente si è avuto il buonsenso e il buongusto di non tirare in ballo i singoli atleti e spero si sia evitata una guerra tra piccoli atleti, cosa che sarebbe proprio la sconfitta dello Sport.

Io porrei l'accento sui criteri di selezione e lo faccio partendo dai convocati di Fidalsicilia: come potete leggere in questo documento (Allegato 7) i criteri siculi sono basati sul computo matematico delle singole prestazioni, parametrate alle tabelle di punteggio. Un criterio oggettivo, chiaro e trasparente. Il miglior criterio possibile? Forse no, sicuramente però è il criterio che ammazza le polemiche, compito che dovrebbe perseguire ogni impresa. Specie quando l'ambiente esterno è tumultuoso, come lo è da qualche anno quello dell'Atletica sarda.

Fidalsardegna ha diramato le convocazioni su scelta della Commissione Tecnica Regionale. Tale scelta va a mio avviso rispettata perché i componenti della Commissione ci hanno messo la firma e la faccia e si sono assunti le proprie responsabilità. Premesso il rispetto però, sia consentito l'educato dissenso.

Quest'anno non ci sono state prove di selezione riservate alle categorie interessate ai giochi delle isole. I raduni sono stati fatti a marzo ed erano oggettivamente poco indicativi sulle condizioni di forma di atleti che avrebbero gareggiato a fine maggio.

Leggendo il regolamento tecnico dei giochi delle isole (Allegato 8) leggo al punto 4.1 la tabella dei minimi che devono essere conseguiti dal 1° maggio 2012 al 1° maggio 2013: gli atleti in possesso dei minimi possono partecipare a 3 prove individuali e una staffetta; gli atleti senza minimi (punto 4.2) possono partecipare a 2 prove di corsa (eccetto i 3.000 metri) e una staffetta.

La rappresentativa sarda è partita con 3 atleti su 14 in possesso di tutti i minimi necessari per le gare in cui erano iscritti (Debora Permalnaiquin, Lorenzo Cordeddu e Riccardo Usai): gli altri atleti non erano in possesso di tutti i minimi necessari, chi perché non li ha raggiunti, chi perché non ha mai gareggiato nella disciplina in cui è stato iscritto. C'è anche un atleta partito senza essere in possesso di alcun minimo.

Naturalmente dico questo dopo aver consultato il database di Fidal.it in data 25 maggio 2013: in caso di mio errore o di tardiva comunicazione dei risultati da parte dei comitati federali, chiedo segnalazione e provvederò a correggere.

Contrariamente a quanto previsto dal regolamento, ci sono stati atleti non in possesso di tutti i minimi che hanno partecipato a 3 prove non di corsa.

A questo va aggiunto un fatto di non poco conto: la classifica finale è data dalla somma dei punteggi tabellari IAAF delle singole prestazioni, non dalle medaglie. Parlare di medagliere è portare pere a chi ha chiesto mele. Il punteggio è dato dai 10 migliori risultati più le staffette; 2 punteggi devono venire dai salti e 2 dai lanci; il limite minimo per l'ingresso in classifica è di 500 punti IAAF per le gare di corsa e 400 per i concorsi.

Come si è comportata la Sardegna? La Sardegna ha partecipato con 18 atleti/gara maschili e 18 femminili, così suddivisi: uomini (10 corsa, 4 salti e 4 lanci), donne (9 corsa, 3 salti e 6 lanci). Ora, ragionando sul regolamento e i criteri di classifica, appare evidente come vengano premiate le gare di corsa e come il punto di forza del nostro settore giovanile sia la velocità e il mezzofondo veloce.

Io avrei portato un atleta specialista nei lanci e uno nei salti: bastavano solo 2 punteggi per settore. Io avrei portato l'atleta che aveva la miglior somma in due discipline nei salti e nei lanci. Al che, sarebbero rimasti 6 punteggi da coprire per 5 atleti: volendo fare un discorso meramente matematico, avrei portato l'atleta con il miglior punteggio tabellare in ogni disciplina più un atleta in possesso della miglior somma in due discipline (verosimilmente due discipline del mezzofondo).

Non è andata così. Rispetto le scelte fatte, per carità, però pari rispetto va a chi argomenta il suo dissenso.

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