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E’ strano come l’assenza modella i tuoi pensieri, le tue inquietudini. Come uno scultore del rinascimento sentiamo il suono del nostro “blocco” meditativo e solo adesso ci accingiamo a scalfirlo e poi a scolpire iniziando a dare forma all’opera.

Ti accorgi di quella foto appesa in camera solo dopo che è caduta a terra. Era passato tanto tempo dall’ultima volta che l’avevi spolverata, ma era lì a rammentarti quanto fossero così lontani e così vicini quegli istanti. Sospeso a distanza dal baratro immaginario ne sento forte la mancanza e ancor più la presenza. Amico di tante strade percorse insieme, di tante sere a brindare, di mille brontolii e sane risate. Mi manca il tuo cuore sensibile e generoso, la tua genuina e schietta spontaneità, mi manca il tuo andare sofferente e stanco, mi mancano le tue battaglie vinte e spesso perse. Mi manca l’idea che domani non correremo ancora insieme e non potrò più sentire il tuo mormorio mugugnoso e incontenibile che tanto ci piaceva. Vedo il tuo sorriso sincero, la tua analisi aperta, la tua competenza, la tua verità che è li che mi aspetta.

 

E quello stappare tappi e versare birra in calici sudanti in torride estati e veloci pastasciutte alle arselle dopo nuotate rivitalizzanti. Sei qui adesso, ad agitare i pensamenti a ricreare i miei tormenti in quei viali malgrado tutto ancora accoglienti ma più poveri, tremendamente nudi. Quando mi volto a guardare il cammino che ho percorso, vedo che in un lungo tratto eravamo ancora insieme. Mi duole il pensiero che avanti a me ci sarà solo la tua schiacciante ombra, ma non smetterò mai di accoglierti qui perché avverto l’impossibilità di rinunciare a ciò che eri. Da amante dell'epopea del west e della frontiera mi illudo che lassù esistano davvero i "verdi pascoli" in cui ci ritroveremo tutti a correre. Mi manchi tanto.

Ciao Wanted Man "The Last Internationale"

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